Scatta
dal 23 settembre 2008 l’obbligo per i
titolari di locali ove si svolgono, con qualsiasi
modalità e in qualsiasi orario, spettacoli o altre
forme di intrattenimento, congiuntamente
all’attività di vendita e di somministrazione di
bevande alcoliche, di esporre all’entrata,
all’interno e all’uscita dei locali apposite tabelle
che riproducano la descrizione dei sintomi
correlati ai diversi livelli di concentrazione
alcolemica nell’aria alveolare espirata e le
quantità, espresse in centimetri cubici, delle
bevande alcoliche più comuni che determinano il
superamento del tasso alcolemico per la guida in
stato di ebbrezza, pari a 0,5 grammi per litro, da
determinare anche sulla base del peso corporeo. Il
contenuto delle tabelle, scaricabili dal sito del
Ministero del Lavoro e della Salute (vedi Link), è
stato approvato con Dm 30 luglio 2008, pubblicato
nella gazzetta ufficiale dell'8 settembre scorso (n.
210). Per gli esercizi che non espongano le tabelle
è prevista l'irrogazione della sanzione
della chiusura del locale da sette fino a trenta
giorni, secondo la valutazione dell’autorità
competente.
Visita anche il sito del Ministero della Salute
--->
link
Inaugurazione - Venerdì 12 settembre 2008, ore 15.00
Il parcheggio, posto all'interno della ex-caserma Passalacqua,
dispone di circa 700 posti auto e sarà gestito (per
i prossimi tre mesi in via sperimentale) dall'AMT,
l'azienda comunale addetta a gestire il piano della
sosta.
Da dicembre 2008 l'apertura sarà di 24 ore su 24
» Costi
Il costo partire dal 1° ottobre
2008 è previsto in:
euro 1,00 per le prime due ore
euro 3,00 per cinque ore
euro 5,00 per l'intera giornata
euro 60,00 per l'abbonamento mensile (sono
previsti circa 140 posti)
N.B. fino al 1° ottobre 2008 la sosta è
gratutita
» Collegamenti con il centro
E' previsto un servizio dibus navetta gratuito
Partenze ogni 12 minuti, tutti i giorni dalle ore
7,00 alle ore 21,00
Sono previste due linee:
Agevolazioni/Convenzioni
Prime due ore gratuite dimostrando acquisti di
un valore superiore ai € 30,00, nei negozi del
centro che aderiscono all'iniziativa
Settembre, tempo di musica, arte e danza. Giovedì 11,
venerdì 12 e sabato 13 settembre torna VRBAN, il festival
artistico-musicale di Verona.
VRBAN terZOO è promosso dall’Assessorato alle Politiche
Giovanili del Comune di Verona e organizzato da
Studioventisette, società che si occupa di organizzazione
eventi e comunicazione, in collaborazione con MusicAlive,
associazione culturale che promuove e valorizza la cultura
della musica.
VRBAN terZOO vanta inoltre una lunga serie di partners che
hanno deciso di appoggiare in toto il progetto, dedicato
alla cultura dell’arte e della musica a Verona. I partners
sono Veronafiere Job&Orienta, ATV, AGSM, Confesercenti e
Confcommercio, i partners tecnici Musical Box, Fnac, Nokia
Trends Lab, Puebla, Tecno Service Verdari, Croce Verde,
Bevande Verona e Stube Lorenzi-Wirt. VRBAN terZOO è un
evento rivolto in particolare ai giovani di Verona,
restituendo loro una parte dei Bastioni di Santo Spirito,
quella adiacente all’ex ZOO cittadino, un’area tanto
dismessa quanto splendida, solitamente dimenticata dalla
città.
La manifestazione di carattere culturale e ricreativo si
terrà nella suggestiva cornice dell’antica cinta muraria
della città l’11, 12 e 13 settembre prossimi, in un’area
verde che verrà allestita in maniera suggestiva e facilmente
accessibile al pubblico.
L’evento è totalmente gratuito e volto all’intrattenimento
ma fortemente connotato dalla tematica della sicurezza
stradale e dalla lotta all’abuso di alcool e uso di droghe.
Durante la tre giorni del festival, molti saranno i momenti
e gli spazi dedicati alla sensibilizzazione a problematiche
inerenti a questi temi, purtroppo e troppo spesso
sottovalutati dai più giovani. Il programma dei concerti e
degli spettacoli è molto ricco e di qualità: nei tre giorni
di festival si alterneranno sui due stage artisti di calibro
nazionale.
La
globalizzazione dei mercati impone sfide che trovano nella
sempre più sofisticata preparazione delle risorse umane, la
chiave di soluzione dei problemi che si presentano.
Il master è costruito su una solida base di marketing che
partendo dai principi fondamentali si sviluppa attraverso i
processi di analisi, pianificazione e controllo delle attività
di marketing. Particolare attenzione sarà dedicata al
marketing digitale e alle nuove tecnologie. La comunicazione
rappresenta la frontiera avanzata di una professione che è in
costante mutamento perché in sintonia, essa stessa, con i
mutamenti del mercato. Essenziali sono le analisi dei nuovi
scenari, la conoscenza dei codici di lettura, la competenza
degli strumenti operativi e la rapidità di azione di un piano
di comunicazione integrata.
Il master ha una durata di 6 mesi + 6 di stage aziendale.
(facoltativo)
Le lezioni si svolgono il venerdì in orario 19.30 - 22.30 e il
sabato in orario 09.00 - 13.00 / 14.00 - 18.00
Tematiche nuove, ancora prive di letteratura, come la
comunicazione polisensoriale ed emozionale, porta a dotare il
partecipante al master di strumenti assolutamente innovativi
e, in alcuni casi, dirompenti, nei confronti dei percorsi
tradizionali. Il master si rivolge a giovani laureati di
qualsiasi facoltà fortemente motivati e a chi già lavora e
desidera acquisire o approfondire conoscenze su tematiche
specifiche dell’area marketing e comunicazione. Il percorso
formativo, di taglio fortemente operativo, è affidato a
consulenti, manager di aziende, direttori marketing e
responsabili comunicazione, che condividono in aula la loro
esperienza. TP (Associazione Italiana Pubblicitari
Professionisti) riconosce il titolo conseguito come
sostitutivo dell'esame di accesso in associazione
«La grande distribuzione deve rispettare la legge così come
fanno tutti gli altri». Così Fabrizio Tonini, segretario di
Confesercenti Verona, attacca i vertici del centro commerciale
di Affi, dopo la clamorosa protesta apparsa sulle pagine del
quotidiano “La Repubblica”. Oggetto della contesa le aperture
domenicali, che hanno posto la struttura in posizione di
vantaggio rispetto alla concorrenza: «Il centro ha goduto per
molti anni di una legge sbagliata, che equiparava il paese di
Affi ad un centro turistico e quindi con la possibilità di
tenere aperto i negozi durante le domeniche», spiega Tonini,
«Ora, grazie alla nuova legge, sono state concesse 14 aperture
annuali ed è stata tolta la denominazione turistica al paese.
Un provvedimento giusto, perché ad Affi non ci si va per
turismo ma solo per fare acquisti. Franco Villa, il direttore
della struttura non può sostenere il contrario. Se il Grand’Affi
ha realmente perso parte della sua clientela non è a causa
della mancata apertura domenicale, ma per l’insediamento sulla
direttrice del Brennero di altre strutture simili
concorrenti». Il direttore del centro commerciale fa valere le
sue ragioni dicendo che altri complessi presenti sul
territorio veronese non godono della «stagionalità», e proprio
su questo punta il dito Tonini: «Sono state concesse queste
aperture domenicali e possono essere utilizzate in qualsiasi
stagione anche consecutivamente. Se il Grand’Affi registra una
maggior affluenza in estate, Villa può decidere di concentrare
le deroghe in quella stagione. Fino ad ora c’è stato un
comportamento scorretto da parte loro, che differenza ci
sarebbe tra un centro commerciale situato ad Affi ed uno a
Bussolengo o Sona? Anche quelle sono zone limitrofe ai centri
turistici». La crisi degli esercizi di vicinato, più volte
dimostrata sulla base dei dati sulle aperture e chiusure dei
negozi, parte proprio, secondo Confesercenti, dalla
concorrenza sleale di queste grandi strutture: «Siamo
dell’opinione che tutti debbano essere posti nelle medesime
condizioni di partenza – prosegue Tonini - ci deve essere una
vera concorrenza leale. Inoltre esiste una legge che va
rispettata, da Affi come da San Giovanni Lupatoto o Bussolengo.
Le piccole strutture sono state soffocate dai grandi centri
proprio perché sono in possesso di mezzi per aggirare i
regolamenti. Questo non è più ammissibile». «Se le norme
attuali non sono soddisfacenti – conclude il direttore di
Confesercenti Verona - ognuno ha diritto nelle sedi opportune
di proporre modifiche e non cercare di aggirarle, come era
stato tentato circa un anno fa con emendamenti appositi
nascosti tra le righe della legge finanziaria».
Confesercenti ricorre al
consiglio di stato contro il Verona Uno
«Dopo il nulla di fatto al Tar Veneto ora ci rivolgiamo al
Consiglio di Stato per fermare questo scempio». Così Fabrizio
Tonini, direttore di Confesercenti Verona, annuncia il ricorso
al massimo organo di giustizia amministrativa dello Stato per
fermare l’ampliamento del centro commerciale Verona Uno, di
San Giovanni Lupatoto. Un provvedimento che arriva dopo quello
inoltrato al Tar del Veneto nel gennaio 2007 e che ha visto il
tribunale amministrativo respingere il ricorso della stessa
associazione di categoria: «Le motivazioni della decisione ci
sono sembrate quantomeno assurde, visto che si parla del
mancato interessamento del Comune di Verona e quindi di una
sorta di silenzio assenso. In realtà la procedura che è stata
seguita per raddoppiare la struttura è completamente errata e
piena di contraddizioni». Le problematiche che il progetto
porta con sé sono numerose. Una su tutte quella dell’aumento
esponenziale del traffico in una zona già satura e
fondamentale per l’accesso alla città. E proprio la
Valutazione di Impatto Ambientale non contempla i livelli di
inquinamento del Comune di Verona: «Questo è un punto chiave
della vicenda – prosegue Tonini – visto che l’amministrazione
scaligera non è stata messa al corrente di questo fatto. È
stato omesso un passaggio fondamentale per la costruzione
della struttura». Il «Verona Uno», costruito sul territorio di
San Giovanni Lupatoto, al confine con la città, inizialmente
avrebbe dovuto essere diviso in due parti ben distinte, visti
i due nulla osta di grande struttura. Ora, con la partenza dei
lavori per l’ampliamento, un raddoppio per l’esattezza di
altri 13 mila metri di cui 6 mila metri “regalati”
dall’amministrazione comunale, si procederà ad una “sanatoria”
anche su questa irregolarità. Per ottenere tutto questo, la
Maxi Di di Brendolan ha messo sul piatto della bilancia una
caserma dei carabinieri e due rotatorie. Remo Taioli, sindaco
di San Giovanni Lupatoto non ha potuto rifiutare e si è messo
subito in difesa del progetto, definendolo «utile a
convogliare persone nel territorio comunale» e spiegando che
«L’agorà del paese resterà Piazza Umberto I, con tutti i suoi
negozi». «Le giunte comunali parlano continuamente di far
rivivere i centri storici e di rendere vivibili le città –
spiega Fabrizio Tonini, direttore di Confesercenti Verona - ma
di certo non è questa la strada, favorendo la crisi dei
piccoli negozi che mantengono in vita le vie centrali. Per gli
esercizi di San Giovanni, già intaccati dall’attuale
struttura, l’ampliamento sarà un colpo decisivo, che non
porterà a nient’altro che alla chiusura di quelli che
resistono. Servono regole precise, vigilanza su queste e
fermare i favoritismi verso chi può permettersi di “fare un
regalo” al Comune».
Prezzi più
chiari per bar e ristoranti
A partire dal 4 aprile prezzi bene in vista per tutti gli
esercizi di somministrazione. Entrerà in vigore proprio in
quella data, infatti, la Legge Regionale del 2007 che prevede
l’esposizione del tariffario anche all’esterno del locale,
onde evitare che il consumatore possa incorrere in sgradite
sorprese al momento del pagamento della consumazione. Oltre a
dover esporre il listino delle consumazioni ben leggibile e
ben visibile al pubblico anche all'esterno, l’esercente dovrà
anche indicare l’eventuale maggiorazione dovuta per il
servizio al tavolo. «Molti operatori non sono a conoscenza di
questi cambiamenti, specialmente sul territorio scaligero,
ricchissimo di esercizi di somministrazione data la
propensione turistica della città», ha dichiarato Fabrizio
Tonini, direttore di Confesercenti Verona. Per quanto riguarda
la ristorazione, addio al “menù parlato” tipico delle
trattorie e molto utilizzato in tanti locali specialmente
durante la pausa pranzo. Nel testo della legge viene
specificato chiaramente che dovrà essere sempre consegnato al
cliente il menù scritto, con il prezzo di ciascuna portata.
Ciò non esclude che il cameriere possa suggerire qualche
pietanza particolare, o approfondire gli ingredienti dei
piatti, ma non si potrà più sedersi e attendere il menù del
giorno “vocale”. «In questo modo si evita che il cliente
conosca prezzi e pietanze solo una volta che si è seduto,
innescando un meccanismo mentale che impediva all’avventore di
alzarsi e scegliere un altro locale. Tutto questo favorisce la
trasparenza e quindi una concorrenza alla pari per tutti gli
esercizi di somministrazione. Saranno solo il prezzo e la
qualità a influire sulla scelta», ha concluso Tonini.
Chiunque violi le disposizioni contenute nella legge è punito
con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da
euro 258 a euro 1.550. In alcuni casi può arrivare anche la
chiusura del locale fino a 3 mesi.
Meneguzzo:
segnali di ripresa ma margini sempre più esigui per i
commercianti
«Guardiamo con fiducia
al 2008 anche se rimane la preoccupazione per
l’invasione continua delle grandistrutture in apertura a San
Giovanni Lupatoto, Legnago e con ogni probabilità anche alle
ex-cartiere». Così Silvano Meneguzzo,
presidente di Confesercenti Verona, parla delle prospettive
del commercio scaligero per il nuovo anno: «Ci sono segnali di
ripresa, ma gli ultimi dati sui saldi ci fanno capire che si
compra sempre di più in questi periodi, lasciando agli
operatori margini di guadagno sempre più risicati,
specialmente nei negozi di vicinato, già intaccati
pesantemente dalla concorrenza sleale delle grandi strutture».
«Nonostante tutto, a fronte di molte imprese che chiudono – ha
concluso Meneguzzo - ce ne sono altrettante che aprono, con un
ricambio più veloce rispetto al passato, ma che conferma la
dinamicità di Verona dal punto di vista imprenditoriale».
Verona spenderà 88 milioni di euro per i saldi
Secondo uno studio della Confesercenti di Verona ogni famiglia
vi dedicherà dai 330 ai 350 euro. Mancano poche ore
all’inizio dei saldi invernali e arrivano dalla Confesercenti
di Verona le primeproiezioni su quello che
sarà il volume d’affari di questa tornata. Nella città
scaligera la stima di spesa si assesta su 88
milioni di euro, prima tra le città venete al pari di Padova.
Seguono Venezia con 87 milioni e Treviso con 84 milioni: «Un
segnale su come i saldi siano diventati il primo strumento di
vendita per gli operatori – ha commentato Fabrizio Tonini,
direttore di Confesercenti Verona – i quali stanno aspettando
questo periodo per rifarsi di un 2007 molto al di sotto delle
aspettative». Secondo il Cescot, il Centro Sviluppo Commercio
e Turismo della Confesercenti, che ha curato l’indagine,
quest’anno si spenderanno di più per i saldi, circa il 3% in
più dello scorso anno: «Tale dato non è però significativo di
un aumento dei consumi nel settore moda ma un recupero,
parziale, delle perdite nel corso del 2007» ha proseguito
Tonini. Complessivamente saranno più di 484 milioni gli euro
che i veneti spenderanno per acquistare i capi di moda in
saldo. Ogni famiglia vi dedicherà dai 330 ai 350 euro del
proprio bilancio familiare, a fronte dei 320 del 2007. 6
famiglie su dieci acquisteranno durante i saldi invernali del
2008, con un incremento medio di +3% rispetto al 2007
corrispondenti a circa 14 milioni di euro in aumento in
termini complessivi e di circa 13 euro in termini di media
familiare. I capi che incontreranno la preferenza dei saldisti
sono in particolare l’abbigliamento (capo spalla ) i prodotti
di firma ma anche il casual e sportivo, (in particolare quello
invernale da montagna), le calzature e abbigliamento per
bambini. Come di consueto, la stragrande maggioranza (80%) dei
‘saldisti’ effettuerà i propri acquisti presso i negozi di
fiducia , solo il 15% si affiderà al caso, mentre un
risicatissimo 5% si dedicherà all’acquisto d’impulso. I
consumatori sono attenti e preparati, conoscono bene prodotti
e prezzi, le giacenze di magazzino sono particolarmente
fresche e credo, che saranno una importante opportunità da non
perdere. Per i negozi della moda, i saldi rappresentano quasi
il 30% del totale delle vendite. Di questi poco meno di due
terzi è rappresentato dai saldi invernali ed un terzo da
quelli estivi. Gli sconti arrivano anche al 50% del valore:
«Con i saldi i negozianti rinunciano ad una parte
considerevole del loro guadagno ( mediamente il 30% n.d.r.) se
non all’intero guadagno al fine di liquidare il magazzino che
quest’anno ,con cali delle vendite in alcuni casi del 20%, si
presentano alquanto forniti - ha concluso Tonini -. Al
negoziante conviene anche rimetterci nei saldi per il singolo
capo, visto che la merce rimasta in magazzino viene comunque
fiscalmente conteggiata al valore di acquisto senza alcuna
svalutazione».
Per la prima volta in Veneto i SALDI anticipano l'Epifania
Un’Epifania all’insegna
dei saldi. Questa la prima novità del decreto della Giunta
Regionale sulle vendite straordinarie. Per la prima volta,
infatti, le vendite di fine stagione partiranno «il primo
sabato di gennaio», come si legge nella nota di Palazzo Balbi,
ossia il 5 gennaio. Un provvedimento fortemente voluto da
Confesercenti Verona, la quale ha sempre auspicato un
allineamento con le altre regioni: «Prima succedeva che le
partenze anticipate di Lombardia ed Emilia danneggiavano gli
operatori scaligeri, visto che il giorno dell’Epifania molti
veronesi si spostavano su Mantova o Modena per effettuare i
propri acquisti. Ora, con questa norma si comprerà nella
propria città», ha spiegato Fabrizio Tonini, segretario
dell’associazione di categoria. Un’altra novità introdotta è
quella dell’abolizione della comunicazione di inizio saldi,
visto che In precedenza ogni esercente doveva informare il
proprio Comune sull’avvio: «Anche questa è una semplificazione
che auspicavamo da tempo – ha proseguito Tonini – che
alleggerirà notevolmente il carico di burocrazia che già pesa
sulle spalle degli operatori». Le proiezioni di Confesercenti
sulle vendite promozionali appaiono positive, visto il calo
avvenute durante il periodo ordinario: «A fronte del calo che
c’è stato durante tutto l’anno e soprattutto nel periodo
pre-natalizio – ha concluso Tonini – prevediamo che i veronesi
abbiano aspettato i saldi per completare i propri acquisti.
Più che una previsione la nostra rimane una speranza, ma se
caleranno le percentuali anche nel periodo di promozione
questo si potrà realmente catalogare come un anno nero per il
commercio».
Al via il
NUOVO PACCHETTO IGIENE (Haccp)
Diviene più rigido il regime
sanzionatorio previsto per il mancato rispetto della disciplina sull’igiene dei prodotti alimentari. In
particolare, la sanzione amministrativa in caso di mancata
predisposizione
delle
manuale di autocontrollo secondo il sistema HACCP, viene
applicata immediatamente, senza possibilità di regolarizzare
la propria posizione entro un termine fissato dagli organi di
vigilanza così come accadeva finora. Questa piccola rivoluzione è
contenuta nel decreto legislativo che aggiorna il sistema
sanzionatorio a seguito dell’adozione, in Italia a nel Veneto
(la Giunta Regionale ha recentemente approvato le nuove
procedure per il riconoscimento e la registrazione con DGR
n.3710), delle norme europee contenute nel cosiddetto
“pacchetto igiene” e che hanno mandato in soffitta la vecchia
“autorizzazione sanitaria”. Come noto i regolamenti CE
prevedono infatti che la vecchia autorizzazione sia sostituita
– previo “notifica” da parte dell’operatore - dalla cosiddetta
“registrazione” (fatta eccezione per i casi in
cui debba procedersi a “riconoscimento”) che non necessita di
un’ispezione preventiva da parte dell’organo tecnico della ASL
competente. Secondo le “linee guida” adottate dalle regioni le
imprese potranno avviare l’attività dopo
aver presentato una dichiarazione di inizio attività (i
modelli sono già disponibili presso i nostri uffici). Dopo 30
giorni dalla data di presentazione della denuncia i
richiedenti potranno iniziare l’attività. Solo se l’Asl lo
riterrà necessario, durante tale periodo, potrà effettuare un
sopralluogo. Tra le sanzioni previste dal nuovo decreto va
segnalato che la mancata notifica è punita con la pena
pecuniaria da 1.500 a 9.000 euro; mentre il mancato rispetto
dei requisiti generali in materia di igiene (per operatori
diversi da quelli della produzione primaria) è sanzionato con
l’ammenda da 500 a 3000 euro; La sanzione per la mancata
predisposizione delle procedure di autocontrollo (HACCP),
comprese le procedure di verifica relative ai criteri
microbiologici e quelle in materia di informazioni sulla
catena alimentare, va da 1.000 a 6.000 euro. Eguale la
sanzione per il mancato rispetto delle procedure di
autocontrollo (sempre l’HACCP) o per la loro inadeguatezza. In
quest’ultimo caso tuttavia l’autorità competente fissa un
congruo termine di tempo entro il quale le inadeguatezze
devono essere eliminate. Ulteriori sanzioni sono previste per
le attività di macellazione, per il commercio di carni senza
bollatura sanitaria, per irregolare trasporto dei molluschi.
Considerata l’importanza di essere in possesso di idonee e
aggiornate procedure di autocontrollo (HACCP) invitiamo tutti
gli interessati a contattare i nostri uffici allo 045/8624011.
Auguri per un
felice 2008
Con il nuovo anno bisogna
ritrovare uno spirito positivo di collaborazione per risolvere
gli annosi problemi del nostro paese. Solo così ritroveremo le
necessarie convergenze per rilanciare l'economia, per
diventare più competitivi e per creare condizioni di maggiore
equità sociale e personale.
Il Natale dei
Veronesi: 110 euro a famiglia per il pranzo
I veronesi scelgono
ancora le mura domestiche per festeggiare il Natale. Questo il
primo dato emerso dalla ricerca effettuata da Confesercenti
Verona su come i veronesi passeranno le festività. Secondo
l’indagine l’82% degli intervistati passerà il 25 dicembre a
tavola con i familiari, confermando il detto che vuole il
“Natale con i tuoi”. Per il tradizionale pranzo si spenderà in
media 110 euro a famiglia, 9 euro in meno rispetto all’anno
precedente. Per quanto riguarda gli acquisti sarà ancora
privilegiata la grande distribuzione, con il 63% che dichiara
di rifornirsi in queste strutture per preparare il pranzo. Il
22% si recherà, invece, nei discount, (+13% rispetto al 2006),
mentre solo il 15% si servirà di negozi di vicinato e
specializzati in gastronomia tipica. «Un segnale che deve far
riflettere – ha commentato Silvano Meneguzzo, presidente
dell’associazione di categoria – visto che solo la minor parte
degli intervistati sceglie la qualità che si può trovare nei
negozi specializzati». A livello nazionale il dato di chi si
servirà dei centri commerciali si ferma al 50%: «Verona è
ormai satura di queste strutture e ogni anno che passa sono
sempre meno i negozi dei centri storici. In questo modo si
perde anche il fascino della passeggiata, lasciando in alcuni
paesi, specie quelli medi della nostra provincia, una vera e
propria desertificazione commerciale», ha proseguito Meneguzzo.
Tra i prodotti più acquistati rimane in testa il pandoro, con
l’81% dei veronesi che sicuramente lo avranno in tavola a
Natale. Il rimanente 19% si dividerà tra panettone e dolci di
pasticceria.Sul Capodanno, invece, saranno 78 su 100 i
veronesi che sceglieranno una fine d’anno nei ristoranti, un
dato in calo di cinque punti rispetto al 2007. Il 7%, invece,
passerà il 31 dicembre fuori città (1% in più rispetto
all’anno precedente), in vacanza in montagna (63%) o su mete
lontane (37%). Numeri controcorrente rispetto al dato
nazionale, che vuole la percentuale in diminuzione di 6 punti:
«Nonostante la profonda crisi di tutto il settore commerciale,
Verona si conferma una città attività, anche quest’anno in cui
i cordoni della borsa sono stati troppo spesso aperti per i
rincari di materie prime e per la tasse – ha concluso
Meneguzzo -, tuttavia questa situazione non può durare in
eterno e il nostro auspicio è che nel 2008 riparta veramente
il motore del Sistema Italia».
Favorevoli al
cambio di Piazza Erbe ma serve concertazione.
Confesercenti Verona
esprime il suo parere favorevole sul provvedimento previsto
dall’assessore Enrico Corsi sui commercianti di Piazza Erbe:
«Il precedente regolamento firmato da Alberto Benetti metteva
troppi limiti agli operatori, costringendo in alcuni casi le
imprese a cedere l’attività o ad arrancare per riuscire a
sopravvivere», ha commentato Fabrizio Tonini, direttore
dell’associazione di categoria. Le richieste di Confesercenti
riguardano soprattutto l’allargamento delle tipologie di merci
in vendita, non solo frutta e verdura, fiori e oggetti
d’artigianato: «Occorre trovare delle soluzioni che siano in
linea con le esigenze dei commercianti, e proprio per questo
auspichiamo da parte dell’amministrazione comunale una
concertazione con le associazioni preposte per arrivare alla
creazione di un regolamento ottimale», ha proseguito Tonini.
Parere favorevole anche sulla chiusura alle auto di Via
Stella: “La strada parallela a Via Mazzini potrebbe diventare
una nuova via dello shopping, andando a formare così, con Via
Cappello un circuito che partendo dalla Bra riporterebbe nella
stessa piazza”.
Cambio su
licenze, orari e requisiti professionali. La normativa è in
vigore dal 10 ottobre
Confesercenti
Verona lancia l’allarme sulla nuova legge relativa
all’apertura di nuovi esercizi pubblici. Ad oltre
un mese dall’entrata in vigore della stessa normativa,
infatti, molti comuni del veronese brancolano ancora nel buio
e sono in difficoltà nell’applicarla, visti i cambiamenti
radicali che essa ha portato nel settore del commercio:
«Abbiamo ricevuto decine di telefonate di richiesta di
consulenza – ha spiegato Fabrizio Tonini, segretario
dell’associazione di categoria – e sempre da parte di tecnici
comunali che non hanno recepito a pieno il cambio delle regole
e s i trovavano in difficoltà di fronte alle richieste dei
cittadini. La legge ha completamente ribaltato la situazione
precedente ed è naturale che ora gli enti preposti ad attuarla
trovino l’ostacolo più ostico del previsto». A confermare la
situazione difficile è stata anche la massiccia presenza di
adesioni, proprio di tecnici comunali, all’incontro
organizzato proprio dalla Confesercenti nella giornata di
lunedì 5 novembre all’Hotel Holiday Inn di San Martino Buon
Albergo per cercare di fare chiarezza sulla situazione. Il
cambiamento principale riguarda l’unificazione delle licenze,
che non saranno più suddivise tra ristorazione, bar,
somministrazione alcolici e locali d’intrattenimento, ma ne
esisterà una sola che permetterà all’operatore di esercitare
tutte queste attività, a patto che il locale sia in regola con
le norme sanitarie: «Questo è stato per noi un passo avanti
importante, visto che permette uno snellimento della
burocrazia oltre che un’opportunità importante per chi ha
voglia di sviluppare la propria attività. Un obiettivo
raggiunto per noi, visto che abbiamo più volte richiesto in
Regione un provvedimento di questo tipo», ha spiegato il
segretario dell’associazione di categoria...Altra variazione
rispetto alla norma precedente, riguarda i requisiti
professionali. Prima poteva ottenere tali requisiti anche chi
esercitava per due anni l’attività all’interno di pubblici
esercizi, oggi, invece, si potrà accedere alla professione
solo previo superamento del corso abilitante. La stessa legge
regionale, ha poi eliminato le deroghe agli orari concesse dai
comuni ad alcuni esercizi pubblici. Si torna, così, alle
consuete chiusure, che saranno alle 2 di notte per i locali
adibiti a ristorazione, e alle 3 per quelli di intrattenimento
come le discoteche. «Non ci sarà più una programmazione
quantitativa, ma ci sarà più spazio alla qualità, vista la
libertà che verrà data ai Comuni - ha concluso Tonini -. Sarà
un banco di prova importante per gli stessi enti, ai quali ci
proponiamo come partner per cercare di cogliere fino in fondo
le occasioni di rinnovare la rete dei pubblici esercizi in
modo da renderla più aderente alle necessità dei cittadini,
anche per questo abbiamo iniziato il percorso con questo
incontro particolarmente gradito ai Comuni, incontro che non è
stato un punto di arrivo, ma di partenza».
Calendario
delle domeniche e delle festività dell'anno 2008 - Comune di
Verona
Con
l'ordinanza n. 104 del 06/11/2007, il Comune di Verona ha
concesso la deroga all'obbligo della chiusura degli esercizi
di vendita al dettaglio siti al di fuori della Circoscrizione
I (escluso il quartiere di Veronetta). La deroga all'obbligo
della chiusura domenicale e festiva degli esercizi di vendita
al dettaglio siti nel territorio ricompreso nelle
Circoscrizioni II, III, IV, V, VI, VII e nel quartiere
Veronetta della Circoscrizione I, oltre che per il mese di
dicembre, anche per le seguenti giornate dell'anno 2008: 6
gennaio, 10 febbraio, 16 marzo, 6 aprile, 4 maggio, 13 luglio,
7 settembre e 9 novembre. Per la Circoscrizione VIII invece,
la deroga all'obbligo della chiusura domenicale e festiva
degli esercizi di vendita al dettaglio oltre che per il mese
di dicembre, anche per le seguenti giornate dell'anno 2008: 6
gennaio, 10 febbraio, 16 marzo, 6 aprile, 4 maggio, 15 giugno,
13 luglio e 9 novembre.
Bilancio
positivo per la prima edizione della Crociera dei Sapori
Si
è conclusa sabato 13 ottobre con l'arrivo nel porto di
Venezia, la prima edizione della "Crociera dei Sapori",
organizzata dalle Confesercenti di Verona e Vicenza
sull'ammiraglia dell'Msc Crociere e patrocinata dalla Regione
Veneto e dalla Camera di Commercio berica. La manifestazione
ha portato in giro per il Mediterraneo i prodotti
enogastronomici veronesi e veneti, coinvolgendo durante la
navigazione gli oltre 3000 ospiti, in prevalenza russi,
spagnoli e giapponesi, con corsi di cucina tradizionale,
percorsi di avvicinamento ai vini e alle grappe del Veneto,
degustazioni guidate e stage di danza, musica e spettacoli
popolari. Oltre a queste attività, una serie di vetrine
espositive presentavano i consorzi veneti e le aziende top con
le loro produzioni. La nave, partita da Venezia il 6 ottobre
scorso, ha toccato i porti di Katakolon in Grecia, Izmir e
Istanbul in Turchia e Dubrovnik in Croazia. E proprio ad
Istanbul è stato organizzato un incontro con le maggiori
autorità cittadine: «Durante il pranzo di gala abbiamo
presentato alcune tra le specialità di eccellenza del nostro
territorio», ha spiegato Nicola Portinari, chef dei Jeaunes
Restaurateur d'Europe. Hanno presenziato all'appuntamento
Aykut Cengiz Engin, procuratore della Repubblica Turca,
Massimo Rustico, console generale d'Italia a Istanbul, Ornella
Vezzaro, presidente Confesercenti Vicenza, Roberto Luongo
direttore istituto Commercio Estero di Istanbul, Alessandro
Torluccio, direttore Gruppo Giovani Confesercenti Verona,
Walter Brunello, del settore turismo della Regione Veneto e
Giuliano Campanella, dirigente CCIAA Vicenza. Il progetto ha
chiuso, dunque, con un bilancio positivo, sia come risonanza
mediatica che come partecipazioni: «Abbiamo portato la qualità
veneta in vetrina lungo le rotte commerciali europee,
confermando il legame tra Veneto e Turchia inteso come scambi
commerciali e nuove aperture di mercato - ha commentato,
Alessandro Torluccio, coordinatore della manifestazione -
stabilendo con Msc un rapporto che proseguirà nei prossimi
anni e che permetterà di organizzare altre manifestazioni di
questo tipo, aprendo ad altri paesi con le stesse iniziative».
Firma la
cartolina per contrastare gli abusi degli studi di settore
"Nessun confronto - si legge in una nota
di Confesercenti - può essere scambiato per un lasciapassare
al prelievo libero e continuo, noi non ci stiamo".
"Basta campagne di attacco alle PMI con continui controlli
fiscali, con le chiusure dell'attività per la mancata
emissione di scontrini, ignorando persino il rispetto degli
studi di settore, altrimenti romperemo ogni patto e ognuno
andrà per la sua strada". "Soprattutto respingiamo il
tentativo di imporre un maggior peso fiscale che varierà tra i
6.500 e i 9.500, per cui bocciamo senza appello i cosiddetti
"indici di normalità economica", strumenti né selettivi né
equi, decisi in modo del tutto autonomo dal Ministero sulla
base delle esigenze di cassa da parte dello Stato'. "Chiediamo
al Governo - conclude la nota - la cancellazione di questa
anomalia che farà sicuramente chiudere le imprese, non più in
grado di sopportare questo livello di tassazione aggiuntiva,
con gravi conseguenze sulle economie locali e
sull'occupazione".
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